RISVEGLIA IL TUO POTENZIALE

E se per esprimere il tuo vero potenziale non fosse necessario diventare qualcun altro, ma imparare ad accedere a risorse che hai già dentro di te e che sperimenti poco?

Ci sono qualità che utilizzi con facilità, altre che tieni sullo sfondo e altre ancora che possono emergere quando la vita ti chiede di cambiare passo.

Oggi hai la possibilità di scoprirne qualcuna attraverso il teatro, osservando da una prospettiva diversa il tuo modo di stare nel mondo.

Un’esperienza unica che unisce teatro e crescita personale, pensata per giocare e prenderti cura di te in un ambiente accogliente e senza giudizi.

Palermo · Teatro Fontarò · Largo Lituania 10

Se pensi che la tua vita sia un po’ bloccata, se senti che potrebbe esserci qualcosa di più rispetto a quello che stai vivendo, o magari avverti quel leggero senso di smarrimento che arriva quando una parte di noi sa che qualcosa sta cambiando ma ancora non sa bene in quale direzione…

forse sei capitato nel posto giusto.

Prima di spiegarti perché, lasciati accompagnare per qualche minuto in una riflessione.

Sei pronto? Iniziamo.

In quanto esseri umani attraversiamo diverse fasi della crescita.
Infanzia, adolescenza, giovinezza, età adulta, maturità…
Ogni fase porta con sé passaggi, sfide, scelte, crisi, responsabilità.
Hai presente quel detto siciliano:

“Figghi nichi guai nichi, figghi granni guai granni“

Per i non siculi: figli piccoli, guai piccoli; figli grandi, guai grandi.

Fa sorridere. E contiene qualcosa di vero.
Ma racconta soltanto metà della storia.

Perché in ogni fase della nostra crescita affrontiamo il mondo con le risorse, le capacità e il livello di esperienza che abbiamo costruito fino a quel momento.

Ecco perché è così irritante quando qualcuno, magari più esperto — o presunto tale — ci liquida con un:

“Non ci pensare… fossero questi i problemi.”

Facile dirlo quando quel livello l’hai già superato.
Chi lo sta vivendo, invece, è lì. Con gli strumenti che ha in quel momento. E con una nuova domanda a cui deve imparare a rispondere.

E in questo processo c’è una cosa che il tempo rende inevitabile:

Oggi non sei la persona che eri dieci anni fa. E probabilmente sei ancora più distante da quella di venti o trent’anni fa.

Nel frattempo hai scelto. Hai perso. Hai costruito. Hai cambiato idea. Ti sei innamorato. Hai lasciato andare qualcosa. Hai resistito. Hai ricominciato.

E ogni nuova fase può metterti davanti a situazioni per cui il repertorio che hai usato fino a ieri non basta più.

Magari hai imparato benissimo a resistere. Poi arriva un momento in cui devi saper lasciare andare.

Hai imparato a prenderti cura degli altri. Poi la vita ti chiede di mettere un confine.

Hai costruito tutto sulla prudenza. E arriva una scelta in cui devi rischiare.

Sei diventato bravissimo a tenere tutto sotto controllo. E, proprio quando pensi di aver capito come funziona, succede qualcosa che non puoi prevedere.

Hai presente i videogiochi di una volta?

Quelli in cui ad ogni livello la difficoltà aumentava davvero.

Per andare avanti non bastava continuare a premere gli stessi tasti più velocemente.
Dovevi capire il nuovo scenario, imparare una mossa, trovare uno strumento, potenziare il personaggio.

La vita, qualche volta, funziona in modo sorprendentemente simile.

Le qualità che possono servirci sono tante: fiducia, autonomia, confini, coraggio, disciplina, cura, capacità di lasciare andare, desiderio, creatività, guida, discernimento, libertà, leggerezza…

E qui il discorso comincia a toccare una parola che sentiamo spesso nominare:

potenziale.

Quando una situazione ci chiede uno sforzo in più, capita di rispondere con frasi che conosciamo bene:

“Io sono fatto così.”
“Lasciamo perdere!”
“Non c’è niente da fare! ”

E in parte è vero.

Con il tempo impariamo a riconoscere il nostro carattere, i nostri punti di forza, ciò che ci viene naturale e quello che preferiamo evitare.
Diventiamo quello affidabile. Quella razionale. Quello che si prende cura di tutti. Quella che tiene insieme le cose. Quello che osserva prima di agire. Quella che non perde mai il controllo.

Sono modi di essere che spesso ci hanno aiutato.
Ci hanno permesso di adattarci, scegliere, costruire relazioni, proteggerci e trovare il nostro posto nel mondo.

La difficoltà nasce quando ciò che abbiamo imparato su di noi smette di essere una descrizione e diventa un confine.

Eppure basta guardarci indietro per accorgerci che questa certezza comincia a vacillare.

Probabilmente no.

La capacità di prenderci cura può essere preziosa. Ma, se diventa l’unica risposta disponibile, alla lunga può farci dimenticare di noi.

Il controllo può darci ordine. Spinto troppo oltre può bloccarci.

Il coraggio può farci agire. Portato all’eccesso può farci combattere anche quando nessuno ci sta chiedendo di farlo.

La leggerezza può liberarci. E qualche volta può diventare il modo più elegante per evitare ciò che ci tocca davvero.

Se questa idea ti incuriosisce, vorremmo farti conoscere il nuovo per(Corso) adulti di Teatro Creativo.

RISVEGLIA IL TUO POTENZIALE

Locandina Risveglia il tuo Potenziale

Lo faremo attraverso il corpo, la voce, il gioco, l’immaginazione, il personaggio, la relazione e la scena.

Con una cosa a cui teniamo particolarmente: poter sperimentare senza sentirti giudicato.

Manuela Maggipinto

Il percorso di Teatro Creativo è lo spartiacque nel modo di vivere la vita.

C’era inizialmente il desiderio di vivere un’esperienza nuova, lontana dal mio modo di pensarmi, che mi portasse a sperimentare in un ambito a me estraneo.
Nonostante il timore iniziale di non essere portata per l’esperienza teatrale, ho deciso di iscrivermi (fiera della mia incoscienza).

L’imbarazzo, la timidezza e la titubanza che mi hanno accompagnata alla prima lezione hanno lasciato spazio, immediatamente, alla curiosità, alla sorpresa e alla meraviglia per l’inaspettato.
E queste ultime sensazioni sono state costanti in tutte le lezioni.

La cura, la delicatezza e l’attenzione con cui Oriana e Andrea ci hanno accompagnato in questo meraviglioso percorso sono stati ingredienti fondamentali per la magia che ho vissuto in questi mesi. Ognuno con i suoi tempi, con la sua indole, le sue emozioni e il suo entusiasmo ha dato energia vitale e sempre rinnovata ad un viaggio corale preziossimo.

Inaspettatamente, questa magia che si genera nella bolla spazio-temporale di una singola lezione, si propaga nel tempo, nella vita fuori dal teatro, fino all’incontro successivo.

Questo percorso mi ha regalato:
-l’opportunità di riscoprirmi sempre nuova, ma anche sempre più simile alla mia versione autentica
-la gioia di creare un rapporto libero, aperto e vero con gli altri
-l’energia che deriva dal vivere d’istinto, guidata dall’ascolto diretto e immediato di sé e degli altri, libera dal pensiero razionale e dal pregiudizio.

Un’esperienza che consiglierei vivamente a chi ha (o cerca) il coraggio di emozionarsi!

Prima di procedere nel parlarti di questo per(Corso), seguici ancora per un po’ in qualche considerazione.

Nel mondo della crescita personale circola da anni una frase apparentemente bellissima:

Ha qualcosa di incoraggiante.

Eppure, presa alla lettera, rischia di fare più danni di quanto sembri.

È impensabile e illusorio credere di poter diventare tutto ciò che vogliamo, senza considerare i nostri limiti e le nostre risorse, senza concentrarci su chi realisticamente possiamo diventare.

Se la matematica a scuola era il tuo incubo, magari con impegno puoi migliorare moltissimo. Diventare il nuovo Pitagora è un’altra faccenda.

Se stare al centro dell’attenzione ti mette da sempre profondamente a disagio, puoi esplorare quella possibilità, allenarla, scoprire che hai più spazio di quanto pensavi. Non hai bisogno di trasformarti in Michael Jackson per dimostrarlo.

C’è una metafora che può descrivere meglio il nostro processo di trasformazione.

Non possiamo pretendere di lavorare su di noi con l’approccio del falegname. Ovvero di avere in mente una forma e pensare di modellare il tronco di legno  (noi) a colpi di accetta.

Forse l’approccio più adeguato è quello del coltivatore.

Il coltivatore comincia in un altro modo.
Guarda il seme.
Impara a conoscerlo.
Capisce di che cosa ha bisogno.

Poi crea le condizioni perché possa esprimere al meglio ciò che porta con sé.

E forse il punto, quando lavoriamo su noi stessi, è proprio questo: conoscerci abbastanza da capire quali possibilità possiamo coltivare, quali abbiamo trascurato e quali stiamo usando fino allo sfinimento.

Ed è qui che il nostro viaggio incontra qualcosa di molto antico.

Il Re.
Il Guerriero.
L’Amante.
L’Esploratore.
Il Ribelle.
Il Saggio.
Il Giullare.
Il Creatore.

Li incontriamo nei miti più antichi, nelle fiabe che ascoltavamo da bambini, nei romanzi, al cinema e naturalmente a teatro.

Cambiano le epoche. Cambiano i nomi. Cambiano i costumi.

Carl Gustav Jung chiamò archetipi queste forme ricorrenti dell’immaginario umano: immagini e configurazioni che ritornano nei miti, nei racconti e nelle produzioni simboliche di culture molto diverse.

A partire dal suo lavoro, studiosi successivi hanno costruito mappe differenti per osservare come queste energie possano emergere nel corso della vita.

Tra queste, il lavoro di Carol S. Pearson ci offre una mappa particolarmente interessante: dodici archetipi che possono accompagnare momenti differenti del nostro sviluppo e che, nel tempo, possono ampliare il repertorio a cui sappiamo attingere.

Dentro questa prospettiva, la domanda non è trovare l’etichetta perfetta da appiccicarci addosso.

Il Guerriero può essere molto familiare a qualcuno e quasi sconosciuto a qualcun altro.

Il Caregiver può essere la modalità che utilizziamo ogni giorno.

Il Ribelle può emergere soltanto quando qualcosa diventa insopportabile.

Il Sovrano può affacciarsi proprio nel momento in cui la vita ci chiede finalmente di prendere una posizione.

Quale energia conosci bene? Quale usi troppo? Quale compare raramente? E quale potrebbe servirti proprio adesso?

Una qualità può sostenerci. Può mancarci. Può anche prendere troppo spazio.

Gli analisti junghiani Robert Moore e Douglas Gillette hanno descritto, nei loro modelli archetipici, una forma matura dell’energia e due possibili polarizzazioni d’ombra: una più esasperata e una più carente.

Noi useremo questa intuizione in modo molto concreto.

Prendiamo il Sovrano.

Quando la sua energia è viva può aiutarci a dare ordine, assumere responsabilità, guidare e prendere posizione.
Se cresce oltre misura può diventare controllo.
Se manca proprio quando serve, possiamo faticare a scegliere, guidare, occupare il nostro posto.

Oppure il Guerriero.

Può darci direzione, confine, coraggio e determinazione.
In eccesso può trasformare ogni situazione in una battaglia.
In difetto può lasciarci immobili proprio quando sarebbe il momento di agire.

Qui torna utile una metafora famosa (tranquillo: non la prendiamo alla lettera): la rana bollita.
Il punto non è la rana (poverina). Il punto è questo:
se qualcosa cambia lentamente, un grado alla volta… rischi di adattarti a tutto.
E ti accorgi della direzione solo quando sei già lontano da te.


Attraverso il teatro possiamo sperimentare una qualità in uno spazio simbolico e protetto, uscirne, osservarci e chiederci cosa è successo.

Il linguaggio resta pienamente teatrale: corpo, voce, personaggio, improvvisazione, simbolo, narrazione, relazione, scena.

Quando utilizziamo questi strumenti anche per osservare ciò che l’esperienza mette in movimento nella persona, il nostro lavoro incontra la Drammaterapia.

Una storia, un personaggio, un’immagine o un archetipo possono offrirci la distanza necessaria per avvicinarci a qualcosa che ci riguarda, senza dover raccontare per forza la nostra vita privata.

Teatro Creativo è un percorso teatrale di crescita personale. Gli strumenti della drammaterapia utilizzati nel laboratorio non sostituiscono percorsi psicologici, psicoterapeutici o sanitari.

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Locandina Risveglia il tuo Potenziale

Per 12 incontri attraverseremo differenti energie archetipiche attraverso il linguaggio teatrale.

Le incontreremo nella loro luce.
Le porteremo volutamente verso l’eccesso.
Ne sperimenteremo anche la mancanza.

E ogni volta torneremo all’esperienza con una domanda semplice:

Che cosa di tutto questo posso riconoscere, coltivare o riequilibrare nel mio modo di stare nel mondo?

Dal 29 settembre al 22 dicembre 2026
Martedì, 19:30–21:30 · una sola eccezione venerdì 11 dicembre
Teatro Fontarò · Largo Lituania 10 · Palermo

Non possiamo sapere quale archetipo ti sorprenderà di più.

Potrebbe essere quello che senti già molto vicino.

Oppure proprio quello che, leggendo il suo nome, penseresti: “Io? Mai.”

Il percorso ti offrirà occasioni concrete per:

  1. riconoscere i modi di essere a cui ricorri più facilmente;
  2. sperimentare qualità che utilizzi meno o che tendi a evitare;
  3. osservare quando una risorsa, usata troppo, comincia a irrigidirsi;
  4. provare risposte differenti dentro situazioni protette e simboliche;
  5. allenare creatività, presenza, ascolto, flessibilità e capacità di stare nell’incertezza;
  6. esplorare attraverso la scena il rapporto con guida, confine, cura, libertà, desiderio, gioco, conoscenza e cambiamento;
  7. accorgerti che il repertorio a cui puoi attingere potrebbe essere più ampio di quello che utilizzi ogni giorno.

L’UNICO MODO PER CAPIRE DAVVERO È VIVERLO

“Conosci gli altri e conosci te stesso in un modo nuovo.”
— Noemi Grippi

“È stato anche un viaggio alla scoperta di me… dei miei limiti e delle mie capacità, della me bambina, della me creativa.”
— Luisa Lo Presti

“Tutti abbiamo paura di sperimentarci in qualcosa di nuovo.”
— Marina Cartera

Le parole cambiano, ma nelle testimonianze di chi ha partecipato ai nostri percorsi ritorna spesso la stessa cosa:

la sorpresa.

Entrare pensando di sapere più o meno cosa aspettarsi.

E accorgersi, giocando, che un personaggio, un gesto, una scena o un incontro con il gruppo possono aprire una prospettiva inattesa.

Luisa Lo Presti

Ma chi vi molla più?

Un giorno vagavo su Facebook alla
ricerca di qualcosa. Non sapevo bene neanche io cosa. Vivevo un momento di stanchezza. Sentivo il bisogno di occupare la mia mente con altro. Decisi di scrivere per chiedere informazioni a questo annuncio Teatro creativo – Mappe di sè.
Il titolo mi intrigava… il sè è un argomento con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio.
Ero curiosa.
Ricevo quindi la telefonata di Andrea e tra una spiegazione e un’altra sull’associazione e sul corso ci imbarchiamo in una conversazione sincera… chiusi quella telefonata decisa a partecipare.
Non sapevo cosa aspettarmi e andai all’avventura!
Il percorso per me è durato ben otto mesi. E adesso posso dire che mi sembrano volati, che mi son parsi poco, che ricomincerei da capo, che sono stata fortunata!
Ogni lunedì una nuova sorpresa, un’avventura, una nuova scoperta sondando i diversi modi di comunicare, di esprimersi, usando il suono e il silenzio, il movimento e l’immobilismo, la luce e il buio, la musica, il vuoto.
Ecco. Ho sperimentato il vuoto. In quelle ore si creava in me il vuoto delle cose del mondo come un contenitore che a fine sera si riempiva di sensazioni, colori, forme…. e di me.
Sì, perchè è stato anche un viaggio alla scoperta di me….dei miei limiti e delle mie capacità, della me bambina, della me creativa, di una me che non conoscevo e che mi è parsa molto simpatica!
È stato anche un percorso di condivisione molto intenso. Persone tutte lì con i propri motivi e che progressivamente si è messa in gioco e si è data agli altri, in un ambiente protetto e non giudicante. Senza dire nulla di noi abbiamo imparato a conoscerci e siamo diventati un gruppo, ognuno col proprio ruolo ….un paese come ha sintetizzato Giulia (una delle nostre due meravigliose conduttrici) con le proprie abitudini e i propri riti.
Grazie a Giulia e ad Oriana per essere sempre state attente agli stati d’animo del gruppo adattando le attivita in modo da agevolare la nostra uscita dal mondo di fuori per immergerci nel nostro spazio che è stato uno spazio libero ed un tempo tutto veramente solo nostro.
Mi porterò per sempre nel cuore la eco delle risate dei nostri giochi, l’empatia dei momenti di verbalizzazione in cerchio a fine incontro, i colori (delle emozioni, delle voci e dei cappelli) che ho imparato con voi, le storie che abbiamo messo in scena (meravigliose pièce teatrali!), la poesia che abbiamo composto (un’opera d’arte!) e tutto quello che ho imparato di me grazie a voi!
È un percorso che rifarei e che consiglierei!
Io ci ho lasciato un pezzetto di me e mi sono portata tanto di tutti voi!

Noemi Grippi

Non ci sono parole per descrivere questo percorso, è catartico, meraviglioso e unico. Oriana e Andrea hanno la capacità unica di farti catapultare in un nuovo mondo fatto di condivisione, scoperta di sé stessi e degli altri, di amicizia, di fragilità, di emozioni. Creano uno spazio protetto dove ci si sente liberi di esprimere tutto ciò che si prova, dove non esiste spazio per giudizi. Ti insegnano ad entrare in contatto con parti di te con gentilezza, senza forzature. Conosci gli altri e conosci te stesso in un modo nuovo.
Non ci sono davvero parole per descrivere questo percorso unico, l’unico modo per provare e sperimentare da sé, viverlo in prima persona.
Il corso ti permette di metterti in contatto anche con la parte creativa, dove la creatività si abbraccia a 360°.

Marina Cartera

Tutti abbiamo paura di sperimentarci in qualcosa di nuovo, ma la semplicità con cui si entra in questo meraviglioso mondo ti lascia senza parole.
Questo laboratorio non si limita a seguire i canoni tradizionali, ma esplora nuove forme di narrazione per offrirti un’esperienza immersiva.
“Tu, eroe” è stato un viaggio metaforico e non solo, attraverso le nostre emozioni corredato dalle carezze della condivisione, dalla frenesia della fantasia, dalla bellezza della manualità e dall’entusiasmo della recitazione, tutto nelle giuste dosi, tutto secondo un tocco gentile che ti spinge a scoprirti e sperimentarti, senza alcuna pressione.
Creare, vivere e mescolarti con il personaggio ti dà infinite possibilità , come quella di poter essere tutto ciò che vuoi senza farti troppe domande sul perché delle scelte e lasciarti sorprendere dalle risposte inaspettate che trovi durante il percorso, che diventa l’incantevole risvolto di un incantevole viaggio.
Dense sensazioni, libertà , sfida e ispirazione e tutto ciò che ho trovato in questo percorso; un micro cosmo fatto di persone meravigliose capaci di empatia, connessione e autentiche emozioni.
Oriana e Andrea hanno creato un ambiente sicuro e stimolante; ci hanno guidato e accompagnato in questo percorso con sensibilità e attenzione, capaci di intuire, accogliere e cogliere i pensieri emotivi e gli stati d’animo di ognuno, hanno reso questo viaggio ricolmo di straordinaria bellezza.

Teatro Creativo nasce all’interno di Mecenatia APS, associazione culturale attiva a Palermo dal 2015 e costruita su oltre vent’anni di esperienza teatrale.

Negli anni il nostro lavoro ci ha portato in teatri, scuole, contesti educativi e sociali, fino a luoghi di confine come gli istituti penitenziari.

Esperienze molto diverse, unite dalla stessa domanda:

che cosa può accadere quando il teatro viene usato anche come spazio di esperienza personale?

Oriana Billeci

Drammaterapeuta, attrice e regista. La formazione in Drammaterapia e l’esperienza teatrale confluiscono nella progettazione e nella conduzione dei per(Corsi) di Teatro Creativo.

Andrea Buffa

Attore e presidente di Mecenatia APS. Porta nel percorso il lavoro sul gruppo, l’esperienza scenica e la progettazione delle esperienze teatrali.

Negli anni abbiamo visto persone arrivare convinte di non essere “portate” per il teatro e sorprendersi dopo pochi incontri.

Abbiamo visto il gioco diventare uno spazio serio di scoperta.

Abbiamo visto persone molto controllate concedersi di improvvisare, altre trovare uno spazio nel gruppo, altre ancora incontrare attraverso un personaggio qualcosa che nella vita quotidiana utilizzavano poco.

Ed è per questo che preferiamo lasciare che siano soprattutto le esperienze a parlare.

Le voci di chi ha già partecipato ai nostri per(Corsi) di Teatro Creativo

Manuela Maggipinto

Il percorso di Teatro Creativo è lo spartiacque nel modo di vivere la vita.

C’era inizialmente il desiderio di vivere un’esperienza nuova, lontana dal mio modo di pensarmi, che mi portasse a sperimentare in un ambito a me estraneo.
Nonostante il timore iniziale di non essere portata per l’esperienza teatrale, ho deciso di iscrivermi (fiera della mia incoscienza).

L’imbarazzo, la timidezza e la titubanza che mi hanno accompagnata alla prima lezione hanno lasciato spazio, immediatamente, alla curiosità, alla sorpresa e alla meraviglia per l’inaspettato.
E queste ultime sensazioni sono state costanti in tutte le lezioni.

La cura, la delicatezza e l’attenzione con cui Oriana e Andrea ci hanno accompagnato in questo meraviglioso percorso sono stati ingredienti fondamentali per la magia che ho vissuto in questi mesi. Ognuno con i suoi tempi, con la sua indole, le sue emozioni e il suo entusiasmo ha dato energia vitale e sempre rinnovata ad un viaggio corale preziossimo.

Inaspettatamente, questa magia che si genera nella bolla spazio-temporale di una singola lezione, si propaga nel tempo, nella vita fuori dal teatro, fino all’incontro successivo.

Questo percorso mi ha regalato:
-l’opportunità di riscoprirmi sempre nuova, ma anche sempre più simile alla mia versione autentica
-la gioia di creare un rapporto libero, aperto e vero con gli altri
-l’energia che deriva dal vivere d’istinto, guidata dall’ascolto diretto e immediato di sé e degli altri, libera dal pensiero razionale e dal pregiudizio.

Un’esperienza che consiglierei vivamente a chi ha (o cerca) il coraggio di emozionarsi!

Emiliano Santalucia

Stavo cercando un’esperienza di teatro terapia o dramma terapia, e ho contattato alcune figure che sapevo essere attive in questo ambito. Da loro ho avuto il contatto di Oriana.

Da anni lavoro sulle mia capacità relazionali e sull’esposizione al giudizio degli altri. Alcuni limiti si sono dimostrati difficili da superare e l’idea è stata di affrontare un tipo di percorso di questo tipo proprio per confrontarmi e possibilmente a superare questi limiti.

Avevo già fatto una serata di prova anni fa, molto simile alla serata di prova fatta con Oriana e Andrea. A quel tempo decisi di non iscrivermi al percorso perché non mi sentivo ancora pronto a quel tipo continuato di esposizione. Questa volta ero già sicuro di iscrivermi ancor prima di fare la serata di prova o di sapere il tema del percorso.

Nonostante questo lavoro portato avanti da anni, continuavo ad avere dei limiti nell’esprimere le emozioni. Ma anche nell’esprimermi fisicamente, ad esempio ballando o cantando, e ho sempre provato un forte imbarazzo.
Sapevo che questa esperienza poteva aiutarmi a superare questi limiti, anche se non avevo un’aspettativa precisa. In generale provavo comunque una sfiducia nei possibili risultati, per mia incapacità di lasciarmi andare e abbracciare l’esperienza stessa.

Dopo il percorso fatto, ho la sensazione di essere più in grado non solo di esprimere e tramettere le emozioni agli altri Ho meno paura di esprimermi fisicamente, di stabilire dei contatti e mi identifico meno col mio lavoro e con quello che faccio, ma invece ho un’immagine più autentica di me stesso e ho meno timore che questo mio autenticità possa non piacere.

la facilità e la delicatezza con cui Oriana e Andrea hanno condotto il percorso, riuscendo ad amalgamare in punta di piedi tante persone così diverse. Siamo stati sempre a nostro agio, accolti e coccolati e abbiamo avvertito che lo stesso entusiasmo che avevamo noi nel partecipare era prendete in chi conduceva il percorso, creando una certa “alleanza terapeutica”.

Dei tanti aspetti del percorso è difficile sceglierne uno, ne devo elencare almeno due.
Nello specifico del tema, l’aver vissuto e provato in prima persona il potere trasformativo del viaggio dell’eroe. E poi l’aspetto di condivisione del percorso, e il legame che si sente forte con gli altri partecipanti, vederlo nascere e sentirne l’energia.

Tra i benefici che mi ha portato questo percorso sicuramente ci sono:
Il superamento del senso di vergogna nell’esprimermi col corpo e col movimento. 
Una maggiore facilità ada aprirmi ed esprimere le emozioni, fino in fondo e in modo più naturale. 
Un rapporto migliore con la performance.

Consiglierei decisamente l’associazione Mecenatia, il percorso di Teatro Creativo e i conduttori Oriana ed Andrea perché è una di quelle cose che raramente si pensa di fare, ma che porta molti più benefici di quelli che ci si aspetta. Perché una cosa che inizia come un gioco diventa un tuffo nelle emozioni che spesso non si sente necessario, ma una volta fatto ci si rende conto che non se ne poteva fare a meno,
Non so a chi lo consiglieri nello specifico, ma sicuramente l’ ho consigliato ad altre figure che mi seguono, di consigliarlo a loro volta ai loro pazienti.

La cosa più importante da sapere sul percorso di Teatro Creativo
secondo me è che è un esperienza che da molto di più di quello che gli si chiede.
Che è un viaggio di scoperta che sorprende ad ogni passo e che dona una felicità immensa.

Ilenia Lupo

Ho cercato su internet dei corsi di teatro di improvvisazione e i percorsi di Teatro Creativo mi sono sembrati subito ciò di cui avevo bisogno.
Ho partecipato al primo incontro e ho capito che il corso mi avrebbe portato fuori dalla mia “comfort zone”…proprio quello che mi serviva!
Volevo riscoprire lati sopiti di me, ritrovare la creatività che avevo da bambina e che avevo perso per strada.
Sin da subito ho notato la mia mente più aperta, più energia anche nelle piccole cose quotidiane.
Oriana e Andrea sono molto professionali ed accoglienti; nelle ore trascorse insieme qualsiasi giudizio viene sospeso…le peculiarità del singolo diventano ricchezza per il gruppo…questo mi ha portata ad accettare con gentilezza anche le parti di me che mi piacciono meno.
L’aspetto che mi è piaciuto di più è che tutto si svolge in forma di gioco; Oriana e Andrea ti accompagnano con delicatezza, passo dopo passo e improvvisamente ti accorgi di aver fatto e creato cose prima per te impensabili.
Consiglierei questo percorso a chiunque perché apre la mente e fa entrare la luce tra le crepe della corazza che spesso costruiamo intorno a noi.

  • vuoi vivere il teatro come esperienza, oltre alla dimensione tecnica della recitazione;
  • sei curioso di capire quali modalità utilizzi più spontaneamente e quali meno;
  • senti che la fase che stai attraversando potrebbe richiederti una risposta diversa da quella che usi di solito;
  • ti interessa lavorare con corpo, voce, immaginazione, personaggi, simboli e gruppo;
  • cerchi un’attività capace di essere insieme giocosa, creativa e riflessiva;
  • vuoi conoscere gli archetipi vivendoli, invece di fermarti soltanto alla teoria.

Se il tuo obiettivo principale è una formazione attoriale professionale fortemente tecnica, esistono percorsi più specifici per quel tipo di preparazione.

Se invece stai cercando un supporto psicologico o psicoterapeutico, Teatro Creativo non sostituisce quel tipo di percorso.

Va bene così.

Non serve arrivare sapendo recitare.
Puoi essere timido.
Molto razionale.
Convinto di avere poca fantasia.
Puoi sentirti a disagio all’idea di improvvisare.
Il lavoro cresce gradualmente e il gruppo viene accompagnato incontro dopo incontro.

E c’è un’altra cosa importante:

non dovrai “spiattellare” la tua vita davanti agli altri.

Molto del lavoro passa attraverso la mediazione teatrale e simbolica: un personaggio, una storia, un’immagine, una metafora, un archetipo.

Prima di invitarti nel gruppo vogliamo conoscerci.

Vogliamo capire cosa stai cercando, raccontarti come lavoriamo e darti lo spazio per capire se questa esperienza corrisponde davvero alle tue aspettative.

Compilando il form qui sotto verrai ricontattato da un nostro operatore per una breve chiamata conoscitiva.

Dopo la telefonata, se il percorso sembra coerente con ciò che stai cercando, potrai essere invitato al nostro primo incontro esperienziale gratuito.

Lo chiamiamo Check-up Drammaterapeutico: un assaggio reale del modo in cui lavoriamo, pensato per farti entrare nell’esperienza prima di scegliere se proseguire.

Per te sarà l’occasione di conoscere il nostro approccio e cominciare a sperimentarlo.

Per noi sarà un primo momento di osservazione del gruppo e delle aspettative, utile per accompagnarti con maggiore attenzione.

Data: [22 oppure 24 settembre 2026 — DA CONFERMARE]
Ore 19:30
Teatro Fontarò · Palermo

Partecipazione gratuita, su prenotazione e dopo il colloquio telefonico.

Gli incontri si terranno il martedì sera dalle 19:30 alle 21:30, con una sola eccezione venerdì 11 dicembre 2026.

Ecco il calendario degli incontri:

  • 29/09 — Primo incontro
  • 06/10 — Secondo incontro
  • 13/10 — Terzo incontro
  • 20/10 — Quarto incontro
  • 27/10 — Quinto incontro
  • 03/11 — Sesto incontro
  • 10/11 — Settimo incontro
  • 17/11 — Ottavo incontro
  • 24/11 — Nono incontro
  • 11/12 — Decimo incontro · eccezionalmente di venerdì
  • 15/12 — Undicesimo incontro
  • 22/12 — Dodicesimo incontro

Lavoriamo con un numero chiuso di partecipanti.

Il gruppo è parte essenziale del lavoro: ha bisogno di tempo per formarsi, spazio per muoversi, attenzione e continuità.

Per questo le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento del numero massimo previsto.


Devo avere esperienza teatrale?

No. Il percorso è aperto anche a chi non ha mai fatto teatro. Gli strumenti vengono introdotti gradualmente.

Dovrò parlare della mia vita privata?

Non è richiesto. Il lavoro passa soprattutto attraverso personaggi, storie, immagini, improvvisazioni, simboli, archetipi e scene.

È terapia?

Teatro Creativo è un percorso teatrale di crescita personale che integra strumenti della drammaterapia. Non sostituisce psicoterapia, sostegno psicologico o cure sanitarie.

Studieremo Jung?

Useremo alcune cornici teoriche per orientare il lavoro sugli archetipi, ma il cuore del percorso resta teatrale ed esperienziale.

Scoprirò qual è il mio archetipo?

Durante il percorso incontrerai archetipi diversi e avrai modo di osservare quali energie ti risultano più familiari, quali meno e cosa accade quando le attraversi.

Non lasciarti sfuggire questa opportunità: il viaggio verso la consapevolezza e la trasformazione inizia qui.

    Ci auguriamo di vederti tra i nostri Creativi,

    Team Teatro Creativo

    Ecco cosa vogliamo offrirti: un’esperienza che va oltre il teatro, un vero viaggio verso di te.

    RISVEGLIA IL TUO POTENZIALE

    Locandina Risveglia il tuo Potenziale

    Non perderti questa esperienza!

    Hai delle domande?